Mi chiamo Federico Conte e ho 34 anni. Vivo a Roma ormai da quasi 10 anni, ma porto sempre Napoli nel cuore. Sono sposato e lavoro per la Consip, ovvero la centrale di acquisti nazionale.
Fin da piccolo ho manifestato un notevole interesse per la scienza e ho realizzato tanti piccoli “progetti su carta” di cose che avrei voluto inventare (c’era anche una macchina per produrre soldi che ai miei genitori non sarebbe dispiaciuta). Alla fine non sono diventato un inventore, ma ho deciso comunque di intraprendere studi scientifici. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, pur avendo sempre avuto le idee chiare sulla scelta della facoltà (ingegneria), ho valutato attentamente quale indirizzo scegliere. Alla fine ho scelto di studiare ingegneria biomedica perché l’idea dell’applicazione dell’ingegneria all’ambito medico mi ha da subito affascinato. Inoltre l’aspetto sanitario non mi spaventava, anzi il pensiero di poter contribuire al “sistema salute” non mi dispiaceva per niente.
La mia esperienza universitaria è stato molto positiva. Ricordo ancora quando tutti mi sconsigliavano la scelta di ingegneria per le difficoltà che avrei potuto incontrare, ma alla fine ho ottenuto molte soddisfazioni. L’aver superato con estrema facilità l’esame di analisi matematica, che rappresentava un test importante per gli studenti per capire se proseguire o meno con gli studi ingegneristici, non ha fatto altro che portare entusiasmo e darmi la carica giusta per continuare. Inoltre, ho avuto modo di conoscere tante persone con cui alla fine si è creato un ottimo rapporto anche al di fuori del contesto universitario. Sia chiaro, non è stato tutto facile (è pur sempre ingegneria!) e ancora oggi ricordo esami su materie che non mi hanno particolarmente entusiasmato (metodi matematici per l’ingegneria..). Però alla fine ce l’ho fatta. Due lauree (triennale e specialistica) entrambe con 110 e lode, due tesi molto interessanti, la prima con cui ho progettato e realizzato un circuito per rilevare i battiti cardiaci (relatore prof. Bifulco), la seconda, in inglese, per l’estrazione di un elettrocardiogramma (ECG) fetale con metodi non invasivi (relatore prof. Cesarelli).
Subito dopo la laurea ho avuto un paio di proposte per seguire un dottorato, ma ho rinunciato perché avevo voglia di iniziare subito a entrare nel mondo professionale. Ho intrapreso la mia prima attività lavorativa in un’azienda che si occupava di servizi di ingegneria clinica. In particolare ho lavorato presso gli ospedali svolgendo attività manutentive sulle apparecchiature elettromedicali, verifiche di sicurezza elettrica, controlli funzionali, collaudi, etc.. Finalmente avevo avuto modo, quindi, di mettere in pratica le conoscenze acquisite durante gli studi.
Dopo questa breve esperienza lavorativa (poco meno di un anno) sono stato contattato dalla Consip.
Oggi ricopro presso la Consip il ruolo del Procurement Project Manager, ovvero mi occupo di gare nel settore sanitario. L’attività principale è quella di realizzare la documentazione di gara al fine di attivare e gestire iniziative in ambito sanitario. Ho inoltre partecipato anche alle commissioni di gara per la valutazione delle apparecchiature. In questi anni ho concluso diversi progetti relativi all’acquisizione sia di apparecchiature elettromedicali, quali ad es. tomografi computerizzati, tomografi a risonanza magnetica, ecografi, telecomandati, portatili, etc., che di servizi come quello per la dialisi e l’ossigenoterapia domiciliare. Nella mia attività professionale sono richieste diverse competenze, non solo tecniche, ma anche trasversali. Inoltre, pur avendo acquisito molte competenze durante il percorso formativo è importante in continuo aggiornamento soprattutto per poter pubblicare gare con apparecchiature sempre allo stato dell’arte.
Durante la mia attività lavorativa mi interfaccio con colleghi che hanno competenze diverse (ad es. legali e economiche) e, grazie a questa sinergia, riusciamo a portare avanti un ottimo lavoro.
Fin da piccolo ho manifestato un notevole interesse per la scienza e ho realizzato tanti piccoli “progetti su carta” di cose che avrei voluto inventare